Scuole chiuse ma lo studio non si ferma.

Il Coronavirus rivoluziona la modalità didattica, mettendo alla prova professori e studenti.

Banchi di scuola vuoti

Nei giorni successivi al 5 marzo, gli studenti italiani hanno atteso notizie riguardo la chiusura delle scuole da parte del governo presieduto da Giuseppe Conte. In seguito all’emergenza Coronavirus e i numerosi casi di contagiati in Italia, si è deciso di prolungare la chiusura delle scuole fino a data da destinarsi.

Gli studenti di tutte le età si sono trovati catapultati in una realtà completamente nuova. Quella di lezioni, interrogazioni ed esami online. Tutte le scuole di ordine e grado infatti hanno avuto l’obbligo di svolgere la didattica a distanza che ha permesso a milioni di loro di continuare a svolgere il proprio lavoro, senza mai doversi fermare. 

La didattica a distanza

Nonostante la grande opportunità che la tecnologia ha dato, non tutti possono fruire di questa occasione, in quanto a casa non tutte le  famiglie possiedono gli strumenti necessari. Per questo, molte scuole si sono attivate per sopperire al problema consegnando a domicilio tablet e portatili.

Problemi della didattica a distanza

Altro problema che in molti hanno riscontrato è stata la difficoltà di connessione sia a causa di un sovraccarico della rete sia per l’inadeguatezza della rete stessa.

Gli stessi professori hanno accettato la sfida di mettersi nuovamente in gioco. Anche loro con non poche difficoltà e non sempre riuscendo a vedere o a sentire i propri studenti. Malgrado ciò, tutti si sono adattati e le lezioni hanno proseguito tanto che adesso si è quasi pronti per lo svolgimento delle prove di esame  di fine anno.

Tornare alla normalità sarà complicato dato che si dovrà gestire la situazione di sovraffollamento negli istituti scolastici. Le aule sono da sempre tra le zone a più alto rischio di contagio.

Tra le varie teorie che sono state formulate per un futuro ritorno a scuola, si ipotizza di continuare a sfruttare le nuove piattaforme online ampiamente utilizzate in questo periodo. Questa modalità consentirà di evitare l’affollamento delle classi facendo restare almeno il 50% degli studenti a casa, come affermato anche nell’articolo di http://www.tuttoscuola.com/emergenza-coronavirus-lanno-che-verra-tre-scenari-per-la-fase-2-della-scuola/

Sicuramente ci sarà molto da lavorare per stabilire come e quando si potrà tornare a scuola nel più sicuro dei modi.

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