“Come una notte a Bali”, da sogno a realtà.

Copertina del libro “Come una notte a Bali” di Gianluca Gotto

Come una notte a Bali“, scritto da Gianluca Gotto, è un libro che consiglio sicuramente a chi come me è un inguaribile sognatore e a chi è affetto dalla sindrome di Wanderlust, il desiderio insopprimibile di viaggiare, di esplorare il mondo, di conoscere nuove culture ed assaggiare nuove pietanze. 

Gianluca Gotto, giovane scrittore torinese, a soli vent’anni si trasferisce in Australia e da lì in poi la sua vita cambia. Dopo svariati lavori tra occidente ed oriente, intraprende la carriera di nomade digitale scrivendo libri e articoli mentre continua a girare per il mondo. Ha un blog chiamato ‘Mangia Vivi Viaggia’ in cui condivide le sue esperienze, di vita e di viaggio.

Nel suo romanzo d’esordio “Le coordinate della felicità” racconta le sue esperienze: dalle avventure in Australia, la terra dei canguri e un sogno per molti italiani, alla vita in Canada per poi trasferirsi in Asia e mettersi nuovamente in gioco.

Dedica del libro “Come una notte a Bali”

“Come una notte a Bali” è il suo secondo romanzo. Narra le avventure di Luca Ravelli, nome fittizio di un personaggio in cui, almeno una volta nella vita, alcuni di noi si sono immedesimati.

Luca si ritrova bloccato interiormente a Torino in un, come afferma lui stesso nel romanzo, buco nero che aveva assorbito tutto: le emozioni, le esperienze, i desideri e le ambizioni.

Si rende conto che nella sua vita manchi proprio l’amore per se stesso, tra cui il rispetto per i propri sogni e le proprie passioni. Non sa però né come uscire da quel buco nero né come scrollarsi di dosso la costante sensazione di cadere nel vuoto fino a che un episodio sul posto di lavoro comincia a farlo riflettere spingendolo a fare un passo che da tanto pensava di affrontare ma per cui non aveva mai trovato il coraggio.

Quasi dall’oggi al domani il protagonista si licenzia e cambia vita. Con i risparmi accumulati prenota un volo per Bali ed una volta arrivato in Indonesia iniziano le sue avventure di vita. Luca torna ad essere felice fra le caotiche città indonesiane, girando tra una località e un’altra con scooter affittati qua e là.

Inizia a rendersi conto di quanto valgano i sorrisi dei balinesi, un gesto semplice ma non scontato; i balinesi che, con la loro gentilezza senza secondi fini e senza aver paura degli sconosciuti, lo aiutano ad aprire gli occhi. Il protagonista del romanzo finalmente inizia a rendersi conto che per essere felice gli basta sentirsi libero, in un luogo speciale. 

Per Luca, come spesso accade a tanti di noi, viaggiare è stata una terapia. Una terapia che gli ha permesso di ricalcolare da capo la sua vita, che lo ha portato a vivere esperienze che lo hanno fatto piangere non dalla tristezza, come gli era successo a Torino, ma dalla felicità. Luca torna a sentirsi vivo e capisce che qualsiasi cosa lo faccia sentire felice, finché non fa del male agli altri, è sempre la scelta giusta.

“E poi viaggia, con le gambe e con la mente, di corsa e lentamente, nel mondo e da casa.”

Gianluca Gotto

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