Il termine viaggio viene dal termine latino viaticus, che significa ciò che riguarda la via, o dal suo neutro viaticum, che indica proprio tutto ciò che il viaggiatore portava con sé per sopravvivere durante il cammino. Da qui poi si è sviluppato l’odierno significato di spostamento da un luogo all’altro.
La prima volta che ho affrontato un lungo viaggio e che messo piede su un aereo avevo tre anni. Sarebbe una bugia raccontare cosa sia successo perché ero molto piccola e non ho alcun ricordo, se non quelli che mi sono creata guardando le tante fotografie sviluppate dai miei genitori. I miei genitori sì, coloro che mi hanno trasmesso questa bellissima passione. Coloro con cui ho vissuto avventure meravigliose per il mondo ma che mi hanno anche spinta a viverle da sola.
Grazie ai miei genitori ho avuto la fortuna di visitare 5 continenti (se ne consideriamo 6 ed escludiamo l’Antartide), ed ogni viaggio affrontato ha fatto sì che io diventassi quella che sono oggi.
Iniziamo ad andare a scuola all’età di 3 anni e da lì in poi tante sono le cose che impariamo tra quelle quattro mura. C’è qualcosa però che i libri non possono trasmetterci e che non possono insegnarci, non del tutto.
Per imparare a volte è necessario partire.
Servono i propri occhi per scoprire quanto sia meraviglioso il pianeta che ci ospita e per vedere come vivano davvero dall’altra parte dell’emisfero.
Servono i propri nasi per sentire i profumi che caratterizzano ogni Paese. Profumi che rimarranno impressi nella mente e che ogni qual volta ne sentiremo uno simile, ci gireremo per capire da dove provenga e ci verranno in mente mille ricordi.
Servono i propri palati per scoprire quante pietanze diverse esistano e che nemmeno conosciamo, per capire che la pasta e la pizza non sono tutto.
Servono le proprie orecchie per sentire le migliaia di storie che ogni singolo individuo ha da raccontare e per capire cosa pensino e cosa affrontino le persone nel corso della loro vita.
I viaggi infatti, quelli che si affrontano da viaggiatore e non da turista, ci lasciano sempre qualcosa. Qual’è la differenza tra i due tipi di persone? Un turista parte alla ricerca del relax, all’insegna della comodità, magari recandosi in posti in cui si sentirà “a casa”, dove forse seguirà un itinerario turistico comune a quello di tanti altri e le foto che scatterà spesso lo ritrarranno davanti a qualche location famosa. Un viaggiatore invece parte un pò alla ricerca dell’avventura, creando un viaggio su misura ma che gli appartenga. Cerca di conoscere e scoprire appieno il luogo in cui si reca perché è l’esperienza che sta vivendo a cui lui è interessato.
Viaggiare da viaggiatore è una vera e propria scuola di vita. Una scuola che insegna a comprendere quanto sia importante non giudicare “un libro dalla copertina”, che fa a pezzi i pregiudizi e tutti i preconcetti che in molti si creano su delle popolazioni che in realtà poi non conoscono minimamente. Ci fa aprire gli occhi e ci fa entrare in un’altra realtà.
Dai viaggi capiamo quanto sia importante apprezzare le differenze culturali così come quelle religiose, perché sono proprio quelle a rendere ognuno di noi unico così com’è. E soprattuto, ci danno l’opportunità di conoscere persone che restando a casa, non vedremmo mai nella nostra vita. Persone che non penseremmo mai di incontrare o perfino di ascoltare, con cui pensiamo di non avere nulla in comune quando, in realtà, non siamo poi così diversi.
Non conta il colore della pelle infatti, così come non contano la religione professata o la lingua parlata.
Durante i viaggi si fanno sempre tante conoscenze e c’è chi ci fa venire voglia di viaggiare ancora di più, alla scoperta di luoghi magici e mai sentiti nominare. Chi ci fa venire in mente di affrontarli non con una valigia ma con uno zaino in spalla.
Ci sono mete lontane e quasi irraggiungibili per cui servono anche due giorni per raggiungerle, ma una volta arrivati a destinazione ci si scorda della stanchezza accumulata. Viaggi in cui conosciamo luoghi e persone che fanno uscire il meglio di noi. Che con un sorriso ci trasmettono la loro gioia o la loro riconoscenza.







Esistono persone che quando le incontriamo ci fanno sentire a casa ovunque noi siamo e che quando poi arriva il momento di salutarli ci fanno anche scappare qualche lacrima, perché ci lasciano qualcosa di loro e così li porteremo per sempre nel nostro cuore. Persone che ci fanno venire voglia di vivere davvero, di rompere i soliti schemi e di fuggire dal grigiore della monotonia.
Ci sono persone che ci cambiano dentro senza volerlo e che ci fanno diventare in un certo senso una persona migliore.
Brava!
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